Itinerario delle radici

Itinerario delle Radici

Itinerario delle Radici

·23/01/26·

Un percorso tra luoghi, comunità e memorie che unisce la Sicilia al mondo

L’Itinerario delle Radici nasce dall’idea che le radici non siano mai immobili.
Non sono un punto fermo, ma una linea che collega luoghi, persone e storie nel tempo.

In Sicilia le radici non trattengono: generano movimento.
Partenze, ritorni, attraversamenti, dialoghi.

Per questo l’Itinerario delle Radici non è un percorso turistico, ma un dispositivo culturale che rende visibile il legame tra l’isola e le sue comunità nel mondo.
È un itinerario che non invita a tornare indietro, ma a comprendere da dove si parte.

Le radici come geografia viva

L’Itinerario delle Radici prende forma attraverso interventi artistici, segni permanenti e opere simboliche distribuite sul territorio siciliano.

Ogni tappa non è una celebrazione, ma una soglia:
un punto di contatto tra chi è rimasto, chi è partito e chi ritorna.

Le radici, qui, non sono nostalgia.
Sono relazione, memoria attiva, trasformazione.

Dalla Sicilia al mondo, dal mondo alla Sicilia

Questo itinerario è pensato come un percorso bidirezionale.

Da un lato racconta la Sicilia come origine.
Dall’altro restituisce all’isola le storie, le esperienze e le trasformazioni maturate fuori dai suoi confini.

Le comunità siciliane nel mondo non sono un’appendice del racconto, ma una sua parte strutturale.
L’Itinerario delle Radici rende visibile questo legame, trasformandolo in presenza culturale condivisa.

Le tappe dell’Itinerario delle Radici

Ad oggi, l’Itinerario delle Radici si compone di cinque tappe.
Luoghi diversi, uniti da un unico principio: rendere visibile il legame tra territorio, identità e comunità.

Tappa Zero – Il Libro delle Radici

Teatro Massimo di Palermo

A Palermo ha simbolicamente luogo la Tappa Zero dell’Itinerario delle Radici.
Non una tappa geografica, ma il collante dell’intero percorso.

Il Libro delle Radici è un’opera collettiva che ha raccolto nel tempo contributi di artisti, comunità e persone, sotto forma di interventi d’arte, firme e testimonianze.

Inaugurato al Teatro Massimo di Palermo, che ne rappresenta la casa morale, il Libro ha poi viaggiato nel mondo, raggiungendo le comunità italiane e siciliane a Los Angeles, Chicago, Washington, Berlino, Amburgo, Tokyo e Singapore.

Il Libro delle Radici custodisce la memoria viva del progetto: non come archivio, ma come gesto condiviso.

Tappa 1 – L’Albero delle Radici

Aeroporto di Palermo

La prima tappa fisica dell’itinerario si trova all’Aeroporto di Palermo, luogo simbolico di partenza e ritorno.

L’Albero delle Radici è un’opera in ceramica la cui chioma rappresenta il Made in Sicily: un’immagine che accoglie chi arriva e accompagna chi parte.

Palermo, città stratificata e attraversata da culture e storie, diventa qui il luogo in cui le radici si trasformano in gesto contemporaneo e racconto pubblico.

L’opera è stata realizzata dai ceramisti Domenico Boscia e Salvatore Bartolotta.

Tappa 2 – Le Radici del Futuro

Piana degli Albanesi

Piana degli Albanesi è una comunità storica in cui l’identità plurale è parte del quotidiano.
Qui le radici non sono un concetto astratto, ma una pratica viva che attraversa lingua, riti e memoria collettiva.

Fondata nel XVI secolo da comunità arbëreshe, Piana degli Albanesi è riuscita a mantenere per oltre cinque secoli lingua e cultura d’origine, restando al tempo stesso pienamente integrata nella cultura siciliana e italiana.

L’opera è un murale realizzato da Giulio Rosk, che ritrae Ester Pantano, attrice siciliana con radici arbëreshe: un volto contemporaneo che incarna la continuità tra passato e futuro.


Tappa 3 – Il Mare delle Radici 

Isola delle Femmine

Il Mare delle Radici è un’opera dedicata alle città sorelle di Isola delle Femmine, Monterey, Martinez e Pittsburgh.

Si tratta di un intervento in ceramica con innesti in acciaio ultra-riflettente che incornicia il tramonto di Isola delle Femmine, uno dei più suggestivi della Sicilia.

L’opera rappresenta simbolicamente il dono che gli isolani fanno ai loro fratelli e cugini italoamericani: un gesto di relazione, memoria e riconoscimento reciproco.

L’opera è firmata Il Made in Sicily & Domenico Boscia.


Tappa 4 – Yume, un sogno per Palermo

Palermo

Posta in una periferia di Palermo oggi divenuta destinazione di visitatori anche dal Giappone, Yume – Un sogno per Palermo è un murale dedicato a Totò Schillaci, raffigurato come un albero.

L’opera rappresenta simbolicamente il collegamento con tutte le comunità italiane nel mondo.

Il murale presenta un innesto in acciaio ultra-riflettente che riproduce la parola sogno in giapponese (Yume): un ponte simbolico verso il Giappone e, più in generale, verso il mondo.

Il murale è stato realizzato da Andrea Aposari; l’innesto in acciaio è a cura de Il Made in Sicily.


Arte pubblica come linguaggio delle radici

L’arte è il linguaggio privilegiato dell’Itinerario delle Radici.
Non come decorazione, ma come strumento capace di tenere insieme passato e presente.

Ogni intervento dialoga con il luogo che lo accoglie e con le comunità che lo attraversano, trasformando la memoria in presenza attiva.


Un itinerario aperto

L’Itinerario delle Radici non è concluso.
È un progetto in espansione, aperto a nuovi luoghi, nuove opere e nuove comunità, purché condividano un principio comune:

le radici come relazione, non come confine.

 


Manifesto dell’Itinerario delle Radici

Le radici non sono ciò che trattiene,
ma ciò che collega.

Non servono a tornare indietro,
ma a sapere da dove si parte.

Perché solo chi conosce le proprie radici
può attraversare il mondo
senza perdersi.

Questo progetto fa parte del racconto territoriale di **In Sicilia**, lo spazio editoriale de Il Made in Sicily dedicato ai luoghi, alle comunità e alle opere radicate nell’isola.
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Mano che applica kintsugi su un’opera di ceramica siciliana, simbolo di dialogo culturale e radici artigianaliIl Made in Sicily